Come Associazione Solofra Libera abbiamo voluto attendere prima di esprimerci sulla complessa vicenda dell’hub del riciclo della plastica, il “Progetto Faro” proposto dal Centro Diagnostico Baronia srl.
Innanzitutto, in questo momento di forte tensione, vogliamo esprimere il nostro plauso alla comunità solofrana, che non si è fatta trovare impreparata ed è scesa in campo per pretendere chiarezza, battendosi a difesa del proprio territorio, dell’ambiente e della salute.
Nel merito della questione, come associazione socio-politica, abbiamo ritenuto doveroso studiare approfonditamente l’argomento per poter maturare una posizione solida e consapevole.
Solofra Libera ritiene che le zone d’ombra e i dubbi che circondano il progetto dell’hub siano troppi per poter esprimere un parere favorevole alla sua realizzazione.
Pur essendo da sempre, e con fermezza, favorevoli alla diversificazione imprenditoriale della nostra città, ciò non significa cedere a un “Sì” incondizionato a scatola chiusa. È fondamentale affrontare ogni tavolo con le dovute accortezze e contestualizzare ogni singola proposta.
Siamo nel 2026: i tempi sono maturi e Solofra merita una nuova economia, nuova linfa e prospettive inedite che sappiano integrarsi con lo storico e straordinario distretto conciario, ma senza mai scendere a compromessi sulla tutela dell’ecosistema.
La straordinaria e sacrosanta mobilitazione popolare rappresenta per noi un forte segnale di speranza. L’auspicio è che da questa esperienza possa radicarsi e crescere una cultura diffusa di rispetto della salute e del territorio. Un principio che deve andare al di là del singolo caso, diventando un diktat imprescindibile per una comunità già profondamente segnata dalle ferite dell’inquinamento.
L’Associazione Solofra Libera