Quando il dialogo istituzionale diventa una lettera protocollata

Solofra, un consigliere di maggioranza scrive formalmente a Sindaco, uffici e Giunta. La richiesta sui danni della grandinata è condivisibile, ma resta una domanda sul funzionamento del dialogo amministrativo

Leggendo il documento diffuso in queste ore, una domanda nasce spontanea.

Se un consigliere comunale appartenente alla stessa maggioranza è costretto a protocollare una richiesta indirizzata al Sindaco, al Segretario Generale, al Responsabile dell’Area Tecnica, alla Protezione Civile e, per conoscenza, all’intera Giunta, significa che qualcosa nel dialogo amministrativo non sta funzionando come dovrebbe.

Non è in discussione il contenuto della richiesta.

È il metodo a sollevare una riflessione politica.

La ricognizione dei danni della grandinata è una richiesta condivisibile

Su questo bisogna essere molto chiari.

Chiedere una ricognizione dei danni provocati dalla violenta grandinata che ha interessato Solofra è un’iniziativa condivisibile e doverosa.

Ogni azione concreta finalizzata a verificare le conseguenze dell’evento, tutelare i cittadini e individuare eventuali strumenti di sostegno merita attenzione e collaborazione.

Su questioni che interessano direttamente la comunità non devono esistere divisioni pregiudiziali tra maggioranza e opposizione.

Ma proprio perché la richiesta è importante, emerge con ancora maggiore evidenza un altro interrogativo.

Perché un consigliere di maggioranza deve comunicare attraverso il protocollo?

Una maggioranza dovrebbe governare attraverso un confronto quotidiano tra i propri componenti.

Dovrebbe discutere i problemi, individuare le priorità, assumere decisioni e fornire indirizzi all’Amministrazione.

Quando invece un suo consigliere sente la necessità di formalizzare pubblicamente una richiesta indirizzandola praticamente a tutti i vertici politici e amministrativi dell’ente, è legittimo chiedersi quale sia il livello di confronto interno.

La politica non può ridursi a lettere protocollate, comunicati e post pubblicati sui social.

Questi strumenti possono certamente avere una loro funzione, ma non possono sostituire il confronto politico e amministrativo che dovrebbe avvenire quotidianamente all’interno di una coalizione chiamata a governare la città.

Il problema degli equilibri interni alla maggioranza

Questa vicenda si inserisce inoltre in un quadro politico che da tempo presenta elementi di incertezza.

Dopo quasi un anno, la questione della nomina del Vicesindaco di Solofra continua a rappresentare, a mio avviso, il simbolo di una maggioranza che appare ancora impegnata nella definizione dei propri equilibri interni.

Un’Amministrazione dovrebbe invece essere nelle condizioni di affrontare con compattezza e tempestività le questioni che riguardano la città.

Perché mentre la politica discute dei propri assetti, i problemi di Solofra continuano a richiedere risposte.

Governare è diverso dal comunicare

C’è una differenza profonda tra amministrare e raccontare l’amministrazione.

Governare significa programmare, decidere, coordinare gli uffici, assumersi responsabilità e verificare i risultati.

Comunicare ai cittadini ciò che viene fatto è certamente importante.

Ma la comunicazione non può diventare il sostituto dell’azione amministrativa.

I cittadini chiedono un’Amministrazione capace di governare con serietà, programmazione e responsabilità, non una continua rappresentazione mediatica di attività che dovrebbero rientrare nel normale funzionamento delle istituzioni.

Solofra ha bisogno di istituzioni che lavorino insieme

Come consigliere comunale di minoranza continuerò a sostenere tutte le iniziative realmente utili alla comunità, indipendentemente da chi le propone.

Allo stesso tempo continuerò a chiedere chiarezza, coerenza e un metodo di governo all’altezza delle responsabilità affidate dai cittadini.

La questione, quindi, non riguarda una singola lettera.

Riguarda il modo in cui una maggioranza comunica, si confronta e governa.

Perché un’Amministrazione forte dovrebbe essere capace di discutere al proprio interno, individuare rapidamente le soluzioni e presentarsi alla città con decisioni condivise.

Solofra ha bisogno di istituzioni che lavorino insieme, non di una politica che dialoga attraverso i protocolli e i post sui social.