Un’estate senza una vera programmazione per chi ha scelto o ha dovuto restare in città

Agosto è ormai entrato nel vivo e, anche quest’anno, per chi è rimasto a Solofra la sensazione è quella di una città vuota e abbandonata.

Chi non è partito per motivi economici, per lavoro o semplicemente per scelta personale si è ritrovato, fatta eccezione per qualche iniziativa tradizionale, senza una vera proposta di socialità, cultura e intrattenimento.

Il centro cittadino è apparso spesso deserto, tra attività chiuse e pochi spazi di aggregazione.

Ma il problema non è soltanto la mancanza di grandi eventi.

Il vero problema è l’assenza di una programmazione estiva

Una città non può pensare all’estate limitandosi ad alcuni appuntamenti concentrati in pochi giorni.

Serve una programmazione estiva a Solofra capace di accompagnare l’intero periodo e di coinvolgere chi la città continua a viverla quotidianamente, anche ad agosto.

Famiglie, giovani, anziani e cittadini che restano sul territorio dovrebbero poter trovare occasioni per incontrarsi, vivere gli spazi pubblici e partecipare alla vita della comunità.

Non servono necessariamente grandi eventi o investimenti straordinari.

Serve soprattutto programmazione.

Cinema, musica, cultura e iniziative nelle piazze: le possibilità c’erano

Con un calendario organizzato per tempo si sarebbero potute immaginare tante iniziative diffuse sul territorio:

  • cinema all’aperto;
  • piccoli concerti e spettacoli;
  • attività dedicate ai bambini;
  • iniziative per gli anziani;
  • eventi culturali;
  • visite guidate;
  • appuntamenti nelle piazze e nei quartieri;
  • collaborazioni con associazioni, attività commerciali e realtà del territorio.

Un programma costruito insieme alla comunità avrebbe potuto contribuire non soltanto all’intrattenimento, ma anche alla socialità, alla valorizzazione del territorio e al sostegno delle attività commerciali locali.

Le opportunità per finanziare le iniziative non mancavano

Anche sul piano delle risorse sarebbe stato possibile costruire una strategia.

Fondi comunali destinati alla cultura e alle politiche sociali, insieme alle opportunità offerte da bandi regionali ed europei, possono rappresentare strumenti attraverso i quali programmare iniziative e attività per il periodo estivo.

Naturalmente tutto questo richiede una condizione fondamentale: programmare per tempo.

Significa individuare le opportunità, costruire i progetti, coinvolgere il territorio e definire un calendario prima che arrivi l’estate.

Chi resta a Solofra non può sentirsi dimenticato

Il punto è semplice: chi è rimasto a Solofra non può essere lasciato solo.

Non tutti possono partire.

Non tutti vogliono farlo.

E una città deve essere capace di offrire opportunità e momenti di aggregazione anche a chi resta.

Qualche appuntamento tradizionale, per quanto importante e meritevole di essere preservato e valorizzato, non può rappresentare da solo l’intera proposta estiva di una città.

Anche quest’anno, invece, tanti cittadini hanno attraversato agosto con la sensazione di essere stati dimenticati.

Solofra aveva bisogno di una città viva

Il tema, ancora una volta, è quello della programmazione.

Programmare significa immaginare per tempo come utilizzare gli spazi pubblici, coinvolgere associazioni e commercianti, intercettare risorse e costruire occasioni capaci di tenere viva la comunità.

Perché una città non può essere considerata viva semplicemente perché i suoi servizi essenziali continuano a funzionare.

Solofra aveva bisogno di una città viva, non di una città semplicemente aperta.